Il Centro Multifamily ha il suo punto di forza nel lavoro con più famiglie contemporaneamente. Il Centro utilizza un setting multifamiliare ed è un’unità diurna rivolta alla accoglienza delle famiglie multiproblematiche.

 

Nelle famiglie accolte al Centro coesistono condizioni di violenza domestica, disagio mentale, dipendenza da alcool, droghe, carcere, abuso, trascuratezza grave e abbandoni, insuccessi scolastici ed educativi.

Le storie di queste famiglie sono spesso segnate da una sequela di traumi subiti dai vari membri e dovuti ad abbandoni, maltrattamenti e violenze.

I PRINCIPI DEL MULTIFAMILY

FIDUCIA RECIPROCA

I professionisti che lavorano con la terapia multifamiliare hanno un approccio relazionale che combina apertura, trasparenza e rispetto per le famiglie. Uno dei capisaldi del trattamento multifamiliare è che tutti i genitori durante le giornate intensive sono responsabili dei loro figli della loro sicurezza e del loro comportamento anche coloro che hanno delle limitazioni temporanee all’esercizio della potestà genitoriale. In questo modo si vuole evitare l’effetto di delega all’esperto e al contrario rafforzare o far emergere le potenzialità residue presenti in ogni membro della famiglia. La  posizione trasparente dell’operatore anche sulle conseguenze negative che alcuni comportamenti dei genitori e dei figli potrebbero avere per il loro futuro apre una posizione di maggiore fiducia anche in chi fruisce del trattamento creando i presupposti per cambiamenti reali e duraturi.

RISPECCHIAMENTO E SOLIDARIETÀ

La terapia multifamiliare può essere effettuata in gruppi chiusi o semiaperti. In un gruppo chiuso tutte le famiglie iniziano e finiscono insieme e questo tende a favorire lo sviluppo della coesione del gruppo. Nei gruppi semiaperti invece le famiglie si uniscono e/o lasciano il gruppo in tempi e fasi diverse della vita del gruppo stesso. In tale scenario famiglie più esperte possono consigliare i nuovi arrivati e dare speranza e competenze dalla loro posizione di “esperti dell’esperienza”. In entrambi i tipi di gruppo le famiglie possono assumere un ruolo piuttosto centrale  nell’essere responsabili dell’andamento del gruppo e diventare così sempre più coinvolti nel processo del loro cambiamento personale.

LAVORO IN VIVO

Uno degli obiettivi principali del trattamento multifamiliare è quello di permettere alle famiglie di andare oltre i loro modi di vedere le situazioni disfunzionali e di fare uso delle molte risorse che esistono in un contesto di gruppo. Quando le famiglie si frequentano per giorni interi tendono a sorgere situazioni spontanee di vita reale e di crisi, che possono essere affrontate e trattate sul posto e “in vivo”. Le famiglie sono invitate a aiutare attivamente altre famiglie attraverso l’osservazione e la comprensione di problemi apparentemente identici dando  suggerimenti. E proprio nell’essere utili agli altri aumenta il proprio senso dia autostima personale e quindi la capacità di affrontare e risolvere i propri problemi.

INTENSITÀ

Il trattamento multifamiliare intensivo è una sfida continua sia per le famiglie che per gli operatori. Siccome il lavoro è ben strutturato con orari precisi e frequenti passaggi da un contesto all’altro, i membri delle famiglie e gli operatori devono cambiare di continuo le loro posizioni ed obbiettivi, spesso nel giro di pochi minuti. Capita così che ad un certo punto tutti sono membri di un grande gruppo, più tardi sono “semplicemente” i genitori responsabili dei loro figli, poi i membri di un gruppo di soli genitori o figli, e poco dopo una famiglia tra altre 6 o 7 famiglie. Questi continui spostamenti di contesto generano un “effetto serra” che aumenta il ritmo del cambiamento con gli operatori e le famiglie sempre in movimento, che devono adottare posizioni e prospettive diverse.

I FRUITORI E LA FILOSOFIA DI BASE

Nel nostro contesto i fruitori del servizio sono rappresentati da famiglie multiproblematiche con minori, interessate da un provvedimento della magistratura ordinaria o minorile o comunque con un coinvolgimento dei Servizi di Tutela Minori dei diversi territori di provenienza delle famiglie.

 

L’intervento multifamiliare, così come applicato nel nostro ambito di lavoro, è sempre il risultato dell’incontro tra una parte valutativa delle risorse e dinamiche familiari attive per ciascuna famiglia e una parte di processo che vede protagoniste tutte le famiglie che assumono funzione reciprocamente coterapeutica volta a far emergere, migliorare o potenziare le risorse di ogni membro della famiglia e le potenzialità degli stili relazionali presenti, cercando di meglio comprendere le parti identificate come disfunzionali. Pur nell’intreccio di queste due parti il nostro intervento mira al consolidamento delle capacità genitoriali residue presenti in ogni nucleo familiare partecipante.

L’impegno della famiglia e le richieste che fin da subito vengono fatte ai suoi membri sono il segnale di due elementi fondamentali che attraversano tutto il trattamento multifamiliare: l’intensità dell’intervento  e lo scardinamento di quei processi di delega della responsabilità che spesso si attiva nel rapporto tra servizi e famiglie multiproblematiche.

I motori della logistica, intesa come movimenti che fanno funzionare il modello e che vengono utilizzati per portare avanti l’intervento multifamiliare, sono due: da una parte l’intervento degli operatori (che di solito sono tre con 6-7 famiglie presenti contemporaneamente) che hanno il compito di facilitare il confronto tra i vari membri del gruppo, dall’altro lo scambio spontaneo e l’apprendimento reciproco tra i membri del gruppo stesso. Se gli operatori all’inizio sono molto più attivi nel proporre le attività al gruppo e nel favorire la creazione di connessioni tra nuclei familiari, verso la fine degli incontri è il gruppo che trova una “regola” adatta al suo sviluppo  durante la giornata.

 

Nel nostro lavoro le famiglie sono messe in condizione di cambiare continuamente contesto e i membri sono costantemente sotto pressione dovendo adattarsi a nuove e molteplici situazioni. Se qualcuno non cambia il resto del gruppo vuol conoscerne le motivazioni e si interroga su cosa deve succedere perché qualcosa cambi.

 

Entrare a far parte di un gruppo perché in condizioni di bisogno e trovarsi poi a dare dei consigli che vengono applicati da altri e risultano utili, crea spesso un circolo virtuoso nella percezione di sé come persone ancora capaci di essere utili ed efficaci e non solo in difficoltà.

LE FASI DELL'INTERVENTO

 

provvedimento magistratura, servizi tutela minori, intervento multifamiliare, network meeting, colloqui

IL NETWORK MEETING

Prima di attivare la fase di lavoro intensivo presso il Centro multifamiliare ogni nucleo familiare proposto dai Servizi Sociali, per entrare a far parte del gruppo, partecipa a un “network meeting” che consiste in un incontro di tutti gli operatori delle rete di servizi che stanno collaborando a vario titolo (servizi sociali, servizi specialistici dell’ASL, servizi educativi, scuola, volontariato, servizi legali, etc.) con i membri della famiglia che attivamente sono chiamati a cooperare nell’identificare i problemi o le difficoltà presenti dal loro punto di vista e a proporre quali potrebbero essere gli obiettivi di lavoro più importanti facendo incontrare, integrando e confermando quanto emerge dai servizi specialistici con la dimensione esperienziale che gli operatori del Servizi non possono conoscere e che solo le famiglie possono portare.

Dopo i network meeting con ogni singola famiglia si costituisce un gruppo che ha una durata  di circa 10 settimane dove le famiglie frequentano uno/due giorni ogni settimana dalle 9.30 alle 15.

 

SCOPI DEL NETWORK MEETING INIZIALE

• Riunire insieme i genitori, i professionisti ed altre persone significative per la famiglia

• Disegnare una mappa delle persone coinvolte: quale è il contributo di ogni professionista? Verso chi, dove e perché?

• Ascoltare ogni professionista anche rispetto ai suoi doveri apertamente senza pre-oonversazioni segrete

• Discutere apertamente le differenze di opinione

• Definire gli standard minimi di cura per il bambino/i

• Coinvolgere i genitori nella stesura del contratto di valutazione e definire ciò che vogliono i professionisti

• Definire chiaramente le aree dell'accertamento

• Rendere chiare e comprensibili tutte le questioni e i temi relativi alla valutazione

• Accordarsi su chi porterà avanti il lavoro

• Accordarsi sulla tabella di marcia

 

FONDAMENTI DELLA MULTIFAMILY TERAPY

Creare un senso di solidarietà ("Siamo tutti nella stessa barca")

Superare la stigmatizzazione e l'isolamento sociale ("Non siamo gli unici ad avere questi problemi")

Stimolare nuove prospettive ("Vedo chiaramente queste cose in loro ma, quando si tratta di noi, io sono cieco")

Imparare gli uni dagli altri ("Mi piace il modo in cui gli altri gestiscono questa situazione")

Rispecchiarsi negli altri ("Lo facciamo come te")

Usare positivamente la pressione del gruppo ("Non possiamo eludere una responsabilità?")

Sostenersi reciprocamente e ''feedback" ("Incredibile come riesci a fare questa cosa! E come ti sembra che stiamo andando noi?")

Scoprire e costruire sulla base delle proprie competenze ("Posso fare di più di quanto pensassi, non sono impotente")

Sperimentare la genitorialità vicariante ("Siamo in grado di gestire altri ragazzi - e mi piace il modo in cui i tuoi genitori gestiscono il mio bambino")

Intensificare le interazioni e le esperienze ("È come una serra, qui succedono delle cose?")

Aumentare le speranze ("C'è la luce alla fine del tunnel - anche per noi")

Attuare nuovi comportamenti in uno spazio sicuro ("Possiamo sperimentare qui, anche se le cose vanno male, a volte")

Rafforzare l'auto-riflessività ("lo posso vedermi con maggiore precisione - e in modo diverso")

Promuovere l'apertura e la crescente fiducia in se stessi attraverso, scambi pubblici e le interazioni ("Nessuno c'è dopo di noi, siamo in grado di iniziare'')

I RISULTATI ATTESI

I risultati attesi per ogni famiglia che fa parte del gruppo multifamiliare sono quelli di fare un’esperienza che porti a una maggiore consapevolezza delle proprie capacità nel fronteggiare le difficoltà, che di solito invece paralizzano le risorse. Lavorare con le famiglie anche su livelli di concretezza quotidiana permette l’intervento in diretta durante le crisi e arriva a favorire processi di mentalizzazione  e di costruzione di significati, anche in chi difficilmente riesce  a comprendere la portata e l’impatto di tali meccanismi sulla propria vita e sulle dinamiche familiari delle quali è parte.

PUNTI DI FORZA

L'intervento è intensivo:attiva nuovi e molteplici cambiamenti

• E' rapido: il programma si svolge in circa 1O settimane

• Attiva interventi in più contesti: al centro, a domicilio, nell'ambiente sociale

• Promuove il massimo sviluppo delle risorse delle famiglie

• Migliora l'auto-organizzazione e le relazioni sociali della famiglia

• Aiuta a recuperare la dimensione del dialogo e del gioco tra genitori e figli

• Sviluppa l'autoaiuto e l'imparare/insegnare reciprocamente

• Il focus è sull'azione e sui comportamenti

• L'osservazione si basa sulla concretezza ed è quindi molto dettagliata: la videoregistrazione permette di riflettere sulle azioni

• E' presente un'équipe di operatori con capacità professionali diverse

• Mantiene una stretta collaborazione con la rete di professionisti a contatto con le famiglie

• E' economico perché una piccola équipe lavora contemporaneamente con molti utenti in un breve periodo

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METODOLOGIA DEL TRATTAMENTO MULTIFAMILY TERAPY

• Multifamiliare:

4-7 famiglie frequentano contemporanemente

 

• Multi contestuale

A domicilio, al centro, in situazioni di vita

in gruppo, individualmente, coppia,

famiglia, famiglia allargata

 

• Intensivo

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Referente Multifamily Terapy

Stefania Capelli

tel.  347 1735330

stefania.c@lacasadavantialsole.org

via Cavour, 24

21040 Venegono Inferiore

info@lacasadavantialsole.org

tel. 0331 864329

p.iva 01453990127