Comunità Educative

 

Comunità Educativa “La Casa davanti al Sole

dai 6 ai 15 anni

Referente Barbara Gavardini

via Cavour, 24 – Venegono Inferiore

tel. 0331.864329

 

Comunità Educativa “La Mappa del Mondo

dai 14 ai 18 anni e Prosiegui Amministrativi

Referente Alessandro Borghetti

via Cavour, 24 – Venegono Inferiore

Tel. 0331.864329

comunitaperminori@lacasadavantialsole.org

 

 

 

 

Le Comunità Educative sono Certificate Iso 9001:2008 dall'Aprile 2012 all'Aprile 2015

 

I principi di riferimento del lavoro a tutela dei minori hanno origine dalla Convenzione Internazionale sui Diritti dell’Infanzia del 1989, ratificata in Italia nel 1991.

Tra questi troviamo:

l’interesse superiore del minore nella definizione degli interventi a sua tutela;

il diritto del minore ad essere coinvolto e ascoltato nelle decisioni che lo riguardano;

il diritto della famiglia ad essere coinvolta e a partecipare alle decisioni e nelle scelte che riguardano i propri figli.

 

Le Comunità di Accoglienza di Minori (CAM) “La Casa davanti al sole” e “La Mappa del mondo” sono servizi di accoglienza con carattere residenziale che integrano e affiancano la famiglia accogliendo il minore per l’intero arco della giornata (ore diurne e notturne), garantendo la permanenza in una casa e relazioni educative stabili.

Il collocamento di un minore presso la CAM rappresenta un intervento a termine che si pone la finalità di costruire prima e avviare poi la realizzazione di un progetto individualizzato a sostegno del minore accolto, coinvolgendo quando possibile anche la famiglia.

L’obiettivo è di consentire, dentro ad uno spazio personalizzato e adeguato ai bisogni e ai problemi del minore accolto, la promozione di elementi utili alla strutturazione dell’identità personale, di una sicurezza interiore e di capacità relazionali e competenze sociali.

La Comunità di accoglienza dei minori non è luogo autoreferenziale dei servizi, ma è un nodo della rete di interventi, azioni e opportunità di crescita e sviluppo individuale e sociale che la comunità sociale mette a disposizione del minore e della sua famiglia.

Il progetto della Comunità muove dalla convinzione che la famiglia, con le proprie specificità, competenze e conoscenze del minore, sia una risorsa insostituibile.

L’incontro con le famiglie è condizione fondante per creare risposte innovative, legami che possano sviluppare fiducia, costruire relazioni di sostegno, sperimentare appartenenza e favorire il riconoscimento di valori condivisi, come l’attenzione prioritaria al benessere dei figli ed al loro diritto ad una buona crescita.

Questo tipo di intervento permette di riportare l’attenzione sull’interesse comune di tutte le parti che è la tutela del minore.

 

La nostra esperienza di accoglienza di minori si caratterizza fortemente secondo questo approccio, che vede il coinvolgimento delle famiglie sia nelle iniziali fasi di accoglienza e progettazione, sia durante tutto il percorso e la permanenza dei minori in comunità

Nel lavoro della CAM la comunità non può accogliere solo il minore, ma con lui accoglie la sua storia e quindi anche i suoi genitori.

Riconoscere questo è condizione necessaria per arrivare a incontrare il volto del genitore e per farci incontrare, a nostra volta, attraverso un processo di rispecchiamento.

Attraverso questo dialogo circolare tra volti che si riconoscono e che si affidano reciprocamente, è possibile costruire  appartenenza e cambiamento profondo nelle persone

 

Noi vogliamo, partendo dall’inserimento in Comunità del bambino o ragazzo, realizzare con i genitori un lavoro condiviso di riflessione finalizzato a “rimetterli in gioco” rispetto ad una genitorialità possibile.

Per questo crediamo fondamentale il lavoro di empowerment, il cercare delle strategie per fare partecipare le persone, accrescendo così la loro efficacia.

 

Agli operatori dell’Ente pubblico e dei Servizi Tutela che desiderano lavorare con le nostre strutture proponiamo quindi un modello di lavoro che tenga conto che:

il genitore ha il diritto di partecipare ai momenti decisionali dove si definiscono le questioni che riguardano il proprio figlio;

funzione primaria dell’operatore non è essere il risolutore di problemi ma l’attivatore e il valorizzatore di risorse e di competenze;

salvaguardando il diritto primario di tutela del bambino/ragazzo, è un diritto del genitore essere coinvolto e partecipare alla vita del proprio figlio;

riteniamo fondamentale il coinvolgimento, non solo individuale, ma anche come gruppo dei genitori (partendo da momenti di convivialità per arrivare al gruppo A.M.A.), in quanto persone che si riconoscono legate da una situazione di sofferenza difficilmente condivisibile nel sociale perché fortemente colpevolizzata e stigmatizzata;

la costruzione di un percorso partecipato verso il rientro in famiglia o verso altre soluzioni (dall’affido alla autonomia) e l’importanza della condivisione con i genitori;

il minore ha diritto ad essere ascoltato  e a partecipare ai processi decisionali che lo riguardano.

 

Il punto di partenza di ogni singola progettualità riteniamo dovrebbe essere l’accoglienza e l’ascolto dei diretti interessati, ma non è sufficiente ascoltare la voce dei genitori o di figure adulte significative per accogliere il minore e co-costruire un progetto in vista del benessere dell’intero nucleo familiare. Si è ritenuto per questo motivo importante promuovere la partecipazione attiva anche di bambini e ragazzi introducendo la figura del Portavoce del minore. In base all’età del minore e alle sue caratteristiche, infatti, si promuoverà un processo di advocacy per garantire la sua presenza e la sua voce nei processi decisionali che lo riguardano sia durante le fasi dell’inserimento che durante la permanenza in Comunità.

L’advocate è una figura indipendente ed autonoma dalla Comunità, e risponde solo al minore.

 

www.advocacyinfanzia.it

 

 

 

 

 

Comunità Familiari

 

Comunità di Accoglienza Familiare  “La Casa Solidale” – il Roccolo

Referente Maria Pia Cremona

tel. 0331.864041

info@lacasadavantialsole.org

 

Avviato nel 2003, in forma sperimentale,  il progetto denominato “La casa solidale” nasce dalla disponibilità di una famiglia, supportata dalla cooperativa, ad accogliere minori e giovani in situazione di forte disagio e abbandono. “La casa solidale” è stato un luogo in cui, attraverso un intervento di mediazione sociale, si sono sperimentati legami basati sulla condivisione con bambini e giovani che hanno vissuto situazioni di perdita e di abbandono del proprio nucleo familiare di origine e per i quali ulteriori forme di accoglienza in Comunità Alloggio o in affido diretto ad altra famiglia erano risultate fallimentari.

Attorno a questo primo nucleo che oggi si struttura in COMUNITA’ FAMILIARE, si è dato avvio al lavoro di catalizzazione della rete educativa solidale formata da singoli e famiglie che attraverso il loro personale e creativo contributo, sostengono questo progetto e in futuro possono dare origine a nuovi nuclei.

Questo progetto si propone quindi di offrire ai minori e ai giovani che lo sperimenteranno, la possibilità di vivere in una dimensione familiare quel periodo della loro vita, connotato da scelte che avranno ripercussioni su tutto il loro futuro. In questa età e con le situazioni precedenti di trauma e di perdita che hanno vissuto, la presenza di una “casa” e di “genitori sociali” (rappresentati dalla famiglia che accoglie, ma anche dalla progettualità educativa della cooperativa che sostiene l’intervento), crediamo possa essere un elemento discriminante rispetto a scelte che possono cambiare la vita.

Il genitore sociale simbolizza la società che cerca la riparazione del legame sociale, la riorganizzazione delle relazioni tra le persone e ridefinisce il legame con le istituzioni. La convivenza nella dimensione della famiglia allargata contribuisce alla costruzione di un luogo comunitario che favorisce la cura delle differenze, la cura del dialogo, la cura della riconoscenza e la cura del ricordo (Scabini-Cigoli, Il famigliare, Cortina–2000). Tali forme di cura, da un lato rispondono alle problematiche connesse all’abbandono ed alla strutturazione di forme di autonomia forzata, dall’altro si pongono quali basi fondanti nella costruzione di legami societari solidali (Donati, Rapporto sulla condizione dei giovani, 1999). Proprio queste forme di cura, collocate all’interno di un contesto comunitario e familiare, favoriscono le dimensioni dell’appartenenza, della condivisione e della corresponsabilità.

Questi ingredienti rendono possibile una reinterpretazione dell’esperienza sociale precedentemente vissuta e permettono di sperimentare uno spazio di vita comunitario “bonificante”.

 

Compiti della famiglia e dell’educatore della CAF La casa solidale

Il genitore e l’educatore di minori in comunità risponde ad un mandato sociale e istituzionale: supplire la famiglia nel compito di accudimento ed educativo. Ma il termine supplire è forse eccessivo. Non ci sostituiamo alle famiglie d’origine del minore: dobbiamo riproporre nell’ambito della CAF i ritmi e i tempi e le attenzioni necessarie alla crescita del minore. Dentro alla comunità si vive come in una famiglia sociale. Il compito principale quindi è avere cura. Per svolgere questa funzione è sufficiente essere adulto o è necessario essere, porsi come un genitore?

Cosa comporta la genitorialità? Scabini identifica due elementi che contraddistinguono la genitorialità: affetto e cura, e trasmissione di cultura e radici. Fornari parla di cura (codice materno) e trasmissione culturale che permette l’organizzazione e la distinzione (codice paterno). I bambini, nelle figure adulte che incontrano, cercano o interpretano le figure genitoriali, come se in ogni adulto dovesse essere un genitore simbolico a cui chiedere lumi o affetto. Il genitore/educatore è il garante della genitorialità offerta dal sociale, in forma simbolica.

 

La comunità LA CASA SOLIDALE è quindi un servizio socio-educativo che integra ma di norma sostituisce temporaneamente la famiglia di origine, offrendo al minore una casa e delle relazioni educative stabili, ATTRAVERSO LA PARTECIPAZIONE ALLA VITA DI UNA FAMIGLIA ALLARGATA, che gli consentano di crescere ed elaborare un progetto per il proprio futuro.

 

Nel corso dell’anno 2013, la Cooperativa sociale “La Casa davanti al sole” ha promosso la nascita di due nuove comunità familiari, nate da due famiglie appartenenti alla Rete Educativa Solidale.

Ad oggi, la Cooperativa  sta affiancando metodologicamente la Comunità Familiare "L'AlberoCasa", promuovendo momenti formativi e di approfondimento per meglio fare emergere nell’accoglienza la loro specificità e unicità di famiglia.

 

Ad oggi, la Cooperativa  sta affiancando metodologicamente la Comunità Familiare "L'AlberoCasa", lalberocasa@gmail.com promuovendo momenti formativi e di approfondimento per meglio fare emergere nell’accoglienza la loro specificità e unicità di famiglia.

 

 

 

 

 

 

 

Centri  Educativi Diurni

 

Centro Educativo Diurno “Pali e quaderni

via Leonardo Da Vinci, 7 - Varese

Referente Noemi Michilini

tel. 0332 281274

paliequaderni@lacasadavantialsole.org

 

 

 

 

 

i Centri Educativi Diurni sono Certificate Iso 9001:2008 dall'Aprile 2012 all'Aprile 2015

 

Il Centro Educativo Diurno è un servizio di sostegno alla famiglia che si attua attraverso l’appoggio e l’affiancamento al ruolo genitoriale e si esplicita attraverso il sostegno diretto e quotidiano ai minori.

Il Centro è rivolto a minori che vivono una situazione di disagio relazionale e il cui ambiente familiare “temporaneamente” non è in grado di svolgere in modo adeguato le proprie funzioni, ma per i quali un intervento di allontanamento dalla famiglia di origine appare provvedimento eccessivo e controproducente.

Il servizio è rivolto a minori, maschi e femmine, in età di scuola dell’obbligo.

Obiettivo del servizio è garantire alle famiglie in difficoltà nella gestione educativa dei figli un sostegno e un affiancamento in tale compito e un percorso di formazione continua alla genitorialità. Questo percorso punta alla promozione, implementazione e supporto delle risorse familiari attraverso un forte coinvolgimento degli adulti nel progetto e un lavoro di rete con i Servizi Sociali territoriali.

Il servizio, operando quotidianamente con i minori, garantisce uno spazio di accoglienza educativa attraverso un sostegno individualizzato e diversificato e si propone come occasione di relazione educativa e di esperienze di crescita, di supporto pedagogico e di educazione sociale, fornendo ai minori strumenti e competenze utili per la loro crescita.

Si propone quindi uno spazio operativo di sostegno al minore e nello stesso tempo, ove possibile, un progetto più ampio, portato avanti in primis dal Servizio Sociale, che sostenga e promuova un cambiamento e un’evoluzione dell’ambito familiare affinché le figure parentali arrivino a riconoscere e soddisfare le necessità e i bisogni educativi del minore stesso e ad essere consapevoli di caratteristiche, limiti e risorse del proprio nucleo familiare.

 

 

 

 

 

 

 

L’Affido Partecipato

 

Servizio Affidi

Referente Camilla Landi

tel. 0331.864329 - 338.5041161

camilla.l@lacasadavantialsole.org

 

 

 

 

 

La Cooperativa Sociale “La Casa davanti al sole” da più di dieci anni promuove percorsi di sensibilizzazione alla cultura dell’accoglienza ed all’affido familiare in differenti territori della provincia di Varese.

Abbiamo strutturato uno specifico approccio che vede l’affido come una Impresa Sociale Congiunta che richiama la responsabilità dell’intera comunità (servizi sociali territoriali, scuole, parrocchie, associazioni) alla cura dei minori e vede il coinvolgimento delle famiglie disponibili a sostenere altre famiglie in difficoltà, come partner attivi della progettazione degli interventi per il benessere dei bambini.

Punto focale di questo approccio è la considerazione della famiglia come risorsa del e per il sociale e ogni azione è finalizzata al coinvolgimento delle famiglie stesse, siano esse affidatarie che affidanti: da un lato la famiglia affidataria, che si mette a disposizione del sociale, dall’altra la famiglia di origine del bambino, che lo conosce, che lo ha cresciuto e che lo affida alle cure di altri e, per quanto possibile, non “sparisce dalla scena”.

Definire un progetto di affido familiare comporta la capacità di confezionare un “vestito su misura” (Manuela Tomisich, 2007) per ogni minore che si trovi a vivere una situazione di disagio. Ma questo “vestito” potrà calzare perfettamente solo se vengono coinvolti nella “presa delle misure” tutti gli adulti che sono motivati ed interessati al benessere del minore.

La Cooperativa collabora con l’Associazione di solidarietà familiare “Genitori in più famiglie”, nata da un gruppo di famiglie affidatarie, che sostiene le esperienze di affido e promuove progetti sulla genitorialità.

Alle famiglie affidatarie viene proposto di partecipare agli incontri di gruppo dove potersi confrontare con altre famiglie che vivono la stessa esperienza o trovare sostegno da famiglie d’appoggio. Gli incontri mensili sono facilitati da un operatore della Cooperativa e le famiglie con in corso esperienze di affido sono sostenute ed affiancate da una équipe di professionisti (psicologo, assistente sociale, educatore professionale).

La Cooperativa Sociale attua progetti di promozione dell’affido familiare per i territori interessati e progetta interventi di affido individualizzati.

 

 

Progetto “Comunità e affido familiare. Promuovere la partecipazione delle famiglie e della comunità nell’affido familiare

 

 

 

 

Centro di Terapia Multifamiliare

 

Centro di Terapia Multifamiliare

via Molina, 4 – Varese

Referente Stefania Capelli

stefania.c@lacasadavantialsole.org

 

Il Trattamento Multifamiliare nasce venti anni fa al Malborough Family Service di Londra, condotto dal dott. Eia Asen.

Il percorso che proponiamo presso il Centro di Varese si rivolge a famiglie con figli segnalate dai  Servizi Sociali e seguite per la tutela dei minori, anche in casi di allontanamento già avvenuto.

La finalità è di sostenere le famiglie nella riacquisizione delle loro competenze di cura, in modo di favorire il rientro dei bambini nel nucleo di origine.

Secondo questo modello d’intervento, le famiglie con difficoltà nell’accudimento dei minori riescono più facilmente a modificare la loro situazione se, per alcune ore al giorno, accedono ad un contesto terapeutico e di sostegno insieme ad altre famiglie.

La presenza di gruppi diversi con problemi molto simili, permette l’aiuto reciproco, e la condivisione di idee e consigli può far scoprire nuove soluzioni. Offrendo feedback nel gruppo dei pari, il team degli operatori presenti aiuta le famiglie ad aiutare altre famiglie.

L’approccio prevede che le situazioni di vita reale vengano ricreate in base ai temi quotidiani in cui il genitore è impegnato nell’intrattenimento e nella cura dei figli: il gioco, i pasti, il sonno, il divertimento, le regole e i limiti.

Vengono pensati specifici programmi con moduli di frequenza differenziati e creati in base alle richieste degli operatori, alle esigenze delle famiglie e agli scopi della frequentazione.

L’intervento promuove il massimo sviluppo delle potenzialità di ognuno, migliora l’auto-organizzazione e le relazioni sociali, attiva interventi in più contesti, aiuta a recuperare la dimensione del dialogo e del gioco tra genitori e figli, sviluppa l’auto-aiuto.

I percorsi multifamily possono accogliere famiglie provenienti da territori differenti, inviate dai rispettivi Servizi Sociali.

 

via Cavour, 24

21040 Venegono Inferiore

info@lacasadavantialsole.org

tel. 0331 864329

p.iva 01453990127

advocacy, family group conference, casa delle famiglie, auto mutuo aiuto, scuola, mediazione sociale, anziani