Advocacy nella Tutela Minorile

Referente Advocacy
Marta Todeschini
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Nell’ambito della tutela minorile l’ascolto del minore è fondamentale per la costruzione condivisa di percorsi d’aiuto partecipati, costituendo un dovere etico e in molti casi anche legislativo per gli operatori impegnati al fianco di minori e famiglie.

L’operatore di advocacy ricopre la funzione di “portavoce” del bambino o ragazzo nei confronti del mondo degli adulti, per far sì che chi è tenuto a decidere sulla vita dei minori tenga in considerazione l’opinione dei più piccoli. In altre parole, l’operatore di advocacy aiuta il minore a sviluppare un proprio vocabolario emotivo che gli permetta di esprimere e dare un nome alle proprie emozioni, desideri e bisogni.

Principi dell’Advocacy sono:

EMPOWERMENT: l’advocacy promuove processi che incrementano l’autostima e il senso di autoefficacia consentendo quindi al minore di riacquistare controllo sulla propria vita e sulle decisioni che lo riguardano;

INDIPENDENZA: l’operatore di advocacy agisce in modo indipendente rispetto al processo decisionale e ai servizi; il suo compito non è quello di prendere una posizione, ma di agire a fianco del minore senza conflitti di interessi;

APPROCCIO CENTRATO SUL MINORE: il focus dell’intervento è il bambino/ ragazzo con i suoi punti di vista e desideri;

RISERVATEZZA: l’operatore di advocacy aiuta il minore a decidere cosa riferire agli adulti e con quali modalità.

La Cooperativa sociale “La casa davanti al sole” offre interventi di advocacy nelle fasi di definizione, monitoraggio e verifica di progetti ed interventi nell’ambito della tutela minorile, in particolare nei casi di:
• interventi di sostegno e controllo previsti dall’Autorità Giudiziaria;
• progetti di affiancamento educativo domiciliare o presso Centri Diurni;
• progetti di affido familiare;
• collocamento in comunità di accoglienza;
• separazione dei genitori;
• difficoltà nell’ambito scolastico;
• penale minorile.

L’intervento di advocacy permette agli operatori dei Servizi di comprendere appieno il punto di vista del minore e per questo definire progetti di aiuto maggiormente realizzabili e rispondenti ai suoi bisogni.

La Cooperativa organizza seminari di formazione sul tema dell’advocacy nella tutela dei minori per operatori sociali ed ha introdotto all’interno dei servizi educativi residenziali, in forma sperimentale, la figura del portavoce a disposizione dei minori accolti.

Family Group Conference 

Riunioni di famiglia

Referente Barbara Gavardini
info@lacasadavantialsole.org

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Lavorare per il benessere dei minori nell’ambito della tutela minorile significa innanzitutto pensare a progetti di aiuto che coinvolgano i genitori e la famiglia allargata, considerandoli protagonisti attivi del percorso di cambiamento necessario a fronteggiare le difficoltà presenti.
Il coinvolgimento della famiglia e delle altre relazioni significative, oltre ad essere un atto dovuto, è requisito fondamentale per la buona riuscita dei progetti di tutela che, se non trovano radici salde nel piano della vita, rischiano di non produrre gli esiti sperati se non addirittura di risultare fallimentari.
Questo ragionamento, condiviso da un buon numero di operatori che si occupano di tutela minorile, porta con sé la domanda cruciale del “come fare?”.

Le Family Group Conferences, tradotte in “Riunioni di Famiglia” per il contesto italiano, rappresentano un valido modello di lavoro sociale in grado di valorizzare il sapere esperienziale delle famiglie, promuovendone il reale coinvolgimento nei processi decisionali che li riguardano.
Consistono in un incontro del gruppo familiare, inteso in senso allargato, con la finalità di definire un progetto di tutela e cura a favore del minore che si trova a vivere una situazione di disagio all’interno della suo contesto di vita.
Questo modello, fortemente diffuso a livello internazionale (Nuova Zelanda e Stati Uniti) ed europeo (Gran Bretagna, Paesi del Nord, Paesi Bassi, Germania, Paesi dell’Est) viene utilizzato in vari ambiti di intervento[,] primo fra tutti la tutela minorile.

Alla Riunione di Famiglia partecipano i soggetti che sono vicini alla famiglia e che svolgono un ruolo attivo nell'aiutarla e sostenerla, individuati e invitati dalla famiglia stessa (minore e genitori).
Vi prendono parte i genitori, il minore, la rete parentale, la rete delle relazioni significative (amici, vicini di casa, colleghi), i servizi sociali e altri operatori e soggetti coinvolti nella situazione.

L'incontro e il processo di preparazione sono accompagnati da una figura chiamata “facilitatore”, definita neutrale perché non prende parte al procedimento di tutela. Il suo compito è quello di guidare la famiglia e i servizi sociali nel percorso di realizzazione della Riunione di Famiglia affinché risulti un’esperienza efficace e positiva.
Il modello prevede anche il coinvolgimento di una figura chiamata operatore di advocacy che ha la funzione di dar voce ai pensieri, ai vissuti e ai desideri del minore, che troppo spesso rischiano di essere trascurati.

Gruppi Auto Mutuo Aiuto

Referenti Giulia Bugnoni
info@lacasadavantialsole.org
tel. 3282796544

Libro

L’Auto-mutuo aiuto è oggi riconosciuto come un importante strumento di promozione della salute e di prevenzione di eventuali difficoltà sociali. I gruppi AMA rivestono un importante ruolo anche nei confronti della collettività e si affiancano ai processi istituzionali dei servizi pubblici di tutela del benessere delle famiglie e, conseguentemente, dei loro bambini. L’approccio dell’Auto-mutuo aiuto trae le proprie basi teoriche dal lavoro sociale professionale e si fonda sulla convinzione che il gruppo racchiuda in sé le potenzialità per promuovere dinamiche di sostegno reciproco tra i suoi membri. Tale convinzione nasce dalla considerazione delle famiglie come carer naturali nelle situazioni di difficoltà e come risorse reali e potenziali per la comunità. L’approccio teorico si fonda sul pensiero che, a fronte di situazioni di problemi di vita complessi, come i disagi familiari e la tutela dei minori, le soluzioni tecniche predeterminate ed erogate dai servizi devono essere integrate da risposte di tipo relazionale che nascono dall’incontro di persone che vivono le medesime condizioni e che, imparando dall’esperienza condivisa, possono sviluppare dinamiche di sostegno naturale orizzontale.

Le persone possono, in un gruppo in cui altri condividono stessi problemi o finalità, concretizzare le loro risorse per aiutare, oltre che gli altri, anche se stessi, in un processo di narrazione riflessiva degli eventi. Infatti, attraverso il racconto e la riflessione sulle proprie esperienze (auto aiuto), si condividono con altri informazioni, sostegno e possibili soluzioni “creative” alle difficoltà quotidiane (mutuo aiuto).

Il mutuo aiuto è un processo che, accanto alla finalità di risolvere i problemi dei membri del gruppo, si pone gli obiettivi di condividere le informazioni e generare sostegno reciproco. Il mutuo aiuto, oltre che un processo, può anche essere considerato come un risultato in sé ogni volta che i partecipanti al gruppo si rafforzano nelle loro competenze.

Caratteristiche dei gruppi AMA è che i membri del gruppo abbiano un denominatore comune, si riconoscano in una comune ragion d’essere o in una finalità o scopo. A partire proprio dalla messa in comune di tali condizioni di vita i membri del gruppo possono instaurare relazioni di sostegno reciproco.

I gruppi AMA vedono la presenza di un facilitatore il cui intervento è finalizzato a agevolare la creazione del gruppo e a sostenere le persone nell’appropriarsi dell’arte del reciproco aiuto. Concretamente il facilitatore ha il compito di promuovere l’accoglienza di chi arriva nel gruppo, favorire la comunicazione tra i membri, ravvisare gli eventuali elementi negativi della discussione, sostenere e rendere visibili gli aspetti positivi ed i cambiamenti dei singoli e del gruppo in quanto tale, stimolare e fare memoria dei compiti assunti dai singoli e dal gruppo, valorizzare le competenze di ciascuno favorendo un graduale processo di empowerment.

Le tre funzioni principali dei gruppi AMA possono essere riconosciute in:
valorizzare le risorse dei partecipanti;
aiutare i membri a fare uso delle risorse che portano per costruire un ambiente comunitario;
praticare concretamente il mutuo aiuto.


GRUPPI A.M.A. PROMOSSI E ATTIVATI DALLA COOPERATIVA

Famiglie affidatarie
Famiglie affidanti
Genitori di ragazzi accolti in Comunità
Genitori di ragazzi del Centro diurno
ragazzi neo-maggiorenni
Gruppo Donne Straniere     

La Casa Davanti al Sole cooperativa sociale, tutela dei minori, advocacy, affido partecipato, diritti infanzia

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